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Storia comune di Monteiasi provincia di Taranto
Il toponimo è formato dai nomi: monos e tiasos letteralmente zona sacra. Gli abitanti si chiamano Monteiasini. Anticamente fu uno dei centri dell'Albania Salentina. Si sviluppò attorno a una vecchia masseria di proprietà della famiglia Antoglietta, che vi tradusse una colonia di Albanesi nel XV secolo. Nel Cinquecento, con il titolo di ducato, passò alla famiglia Ungaro (originaria di Taranto). A proposito di questa, si racconta un episodio (la miracolosa guarigione di un figlio gravemente ammalato, davanti alla reliquia del Crocifisso) che contribuì a confermare l'antico culto per il SS. Crocifisso, facendone formalmente (bolla pontificia del 1682) il protettore della città . Economicamente agricola, soffrì nel corso dell'Ottocento e nella prima metà del Novecento il dramma della mancanza di lavoro e dell'esodo dalle campagne. Trasse benefici occupazionali dalla nascita del polo industriale siderurgico tarantino, alla fine degli anni Cinquanta del Novecento.
Informazioni turistiche comune di Monteiasi provincia di Taranto
Monteiasi è un comune della provincia di Taranto, situato su un territorio di 10 kmq ad altitudine m 47. L'economia del paesino si basa prevalentemente sui settori agricolo-industriale-terziario.
La presenza di una necropoli di circa ottanta tombe con materiale greco, ritrovata messa sottosopra nel 1891 nella tenuta San Nicola, lo scavo di una sepoltura in contrada "Le Grottelle" nel 1900, la presenza di alcune tombe in contrada "Aiella" (Archivio Soprintendenza Archeologica), lascia ipotizzare che si tratti di un'area sita all'interno della chora tarantina.
La popolazione locale venera la Croce dal quindicesimo secolo, quando, con il tracollo dell'impero bizantino, vi fu una notevole immigrazione greco-albanese in Puglia.
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A Monteiasi la processione "de lu Corpus", come viene chiamato dai mondianesi, è caratterizzata, dall'allestimento degli altariniagli angoli delle strade, dove il corteo in onore di Gesù vivo e vero sosta per la benedizione al canto del "Pange lingua"
Gli altarini sono preparati con tovaglie ricamate,
La processione è accompagnata dallaConfraternita del Santissimo Sacramento e Rosario, risalente al '700, nel tipico abito di rito che consiste in "mozzetta" (mantelletta) rossa e camice bianco.
Chiesa Madre
Risale al 1500 ed è dedicata a San Giovanni Battista. Da ammirare sono i tre antichi crocifissi (il primo in legno posto al centro dell'abside, gli altri due più piccoli in cartapesta e in legno del 1700 conservati in sagrestia), la statua in legno della Vergine Immacolata del 600, la statua di San Giovanni Battista in cartapesta del 700, la Cappella del 1600.
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La presenza religiosa a monteiasi nasce con il suo primo nucleo abitativo, e si lega tuttuno con la storia della sua comunità.
Risalendo infatti al più lontano periodo ufficialmente noto, rileviamo già la presenza di una struttura dedicata al culto religioso cattolico. Ciò sarebbe testimoniato dalla relazione del 1578 di Mons. Lelio Brancaccio.
Inizialmente, come si legge nella relazione , le Funzioni per la salute dell'anima, venivano svolte all'interno di una chiesa di proprietà degli Antoglietta - sia pure non ufficialmente autorizzata dalla Curia di Taranto -da un prete che, all'occorrenza, veniva appositamente da Grottaglie.
La Fede che però animava quella piccola comunità, era già tale da indurla alla costruzione di una nuova e più conveniente chiesa. Essa fù infatti realizzata il 1615 su suolo offerto dal Barone Pompeo Antoglietta, e dedicata pure essa a S. Giovanni Battista, così come lo era la già succitata chiesetta.
Questo culto del S. Giovanni Battista, l'Arch. Giovanni Matichecchia lo fà risalire alla presenza nella zona , sia pure per un breve periodo , dei Giovanniti dell'ordine Gerosolimitani, detti Cavalieri di Malta.
Ciò nonostante però non fù il Battista a diventarne il protettore ma il SS. Crocifisso , per motivazioni che si mescolano tra leggende e avvenimenti narrati.
Si racconta infatti che il crocifisso destinato a Galatone (LE) - ove pure lo si festeggia Patrono - e proveniente da Napoli presso cui era stato acquistato , dopo una sosta per ristoro quì a Monteiasi da parte degli uomini e buoi che lo trasportavano ,non volle più staccarsi dal posto ove era stato poggiato. Ciò fu inteso come segno miracoloso , e la statua del Crocifisso rimase così a Monteiasi, diventando il punto di riferimento spirituale più alto per i cittadini di quella piccola comunità , i quali impararono a venerarlo con sempre più crescente fede.
Una versione però più documentata e meno leggendaria ( vedi manoscritto di F. P. Lotta ) , ma non per questo meno densa di significati religiosi , lega la nascita del culto al Crocifisso quì a Monteiasi al dono , fatto al Reverendo dell'epoca D. Giovanni Antonio Teia , di un Crocifisso. Esso fù donato dal gesuita Padre Giulio Pignatari a conclusione della Santa missione, effettuata nel 1616 insieme al Rev. Padre Gabriele Mastrilli , per accrescere negli abitanti la devozione alla SS. Maria Vergine del Rosario. Missione che come si vedrà porterà alla costituzione della Congregazione del SS. Rosario , con bolla di fondazione ottenuta da Roma nel marzo del 1618.
La intensità della fede e l'attaccamento al SS. Crocifisso , sarà testimoniata nei decenni che seguirono , da una partecipazione della comunità alla vita associativa delle Congregazioni del SS. Rosario ( 1618 ) e del SS. Sacramento ( 1640 ) , e da tutte le manifestazioni di vita religiosa alle quali , così come riportato nel manoscritto di F. P. Lotta , il paese aderiva in modo corale . Ma è testimoniato anche dall'impegno di tipo economico che una comunità , quasi esclusivamente contadina , ha profuso nella realizzazione di quanto si è reso necessario per la costruzione della chiesa , le molteplici riparazioni , gli arredi e quant'altro ivi compreso i fastosi festeggiamenti in onore del Patrono. Tutto ciò è sempre testimoniato dal succitato manoscritto.
Tutt'oggi , nonostante i 400 anni trascorsi , nonostante le distrazioni date da una società del benessere che spesso allontana dai sani valori , nonostante la vita facile al peccato , i Monteiasini conservano intatto un rapporto profondo di amore, di timore , di genetica devozione verso il loro SS. Crocifisso , anche quando il loro stile di vita non lo dà a vedere.
E sarà forse per l'amore-timore del potente Figlio in Croce che con non minore passione ha imparato , sin da quel 1618 , ad amare Sua Madre , Maria Vergine del Rosario.
Infatti le feste civili-religiose che con grandepompa il paese celebra ogni anno , sono quelle del Crocifisso (il 3 maggio ed il 14 settembre) e della Madonna del Rosario ( la II sttimana di ottobre ).
Così intensa è la partecipazione dei monteiasini a queste celebrazioni , che il non esserci , lo stare lontani , procura una sofferenza nel cuore. Sarà per questo che , soprattutto il 14 settembre molti monteiasini tornano , sia pure per pochi giorni , per esserci , per venerare il loro Crocifisso , per chiedergli aiuto per Sè o per persone care , per chiedergli perdono per le tante volte che lo offendono.
Anche questa è Fede.
Preghiera a Gesu' Crocifisso
Santissimo Crocifisso! Protettore particolare della Città di Monreale. Riuniti presso il tuo miracoloso simulacro, inneggiamo con fede a Te, nella ricorrenza della nostra tradizionale festa.
Innumerevoli sono le grazie che dal tuo trono di misericordia hai sempre ed a tutti elargito. Veniamo ancora una volta, fiduciosi, ad implorarti la grazia dell’anima ed il perdono dei peccati. Accogli la preghiera che umilmente ti rivolgiamo, ben sapendo che volentieri ascolti coloro che a te si rivolgono.
Ti raccomandiamo le nostre famiglie, perché in esse regni la pace, rinsalda i vincoli della fedeltà e dell’unione coniugale.
Ti raccomandiamo i nostri cari morti perché venga loro concessa la gioia eterna.
Conforta e guarisci gli ammalati d’ogni specie, affinché trovino in te coraggio per sopportare ogni sofferenza.
Fai crescere sani i nostri ragazzi, docili ai buoni richiami dei genitori e infiammati d’amore per te.
Proteggi la gioventù da ogni vizio insano e fai che ogni giovane trovi occupazione e lavoro.
Concedi salute e lavoro agli emigrati. Assistili perché non affievoliscano o perdano la fede, ma possano essere vanto della Santa Chiesa Cattolica.
Benedici la terra, benedici il mare, perché producano il necessario pane quotidiano.
Ricompensa con le tue grazie coloro che praticano e diffondono in Italia ed all’estero la devozione verso di te, Cristo Crocifisso.
Ci mettiamo tutti sotto la tua paterna protezione e fai che, per mezzo della Santa Vergine, madre tua e madre nostra, possiamo ricongiungerci tutti nella gloria del Santo Paradiso. Amen

Classica tavolata di San Giuseppe per le strade del paese. Donato MARINELLI, presidente del comitato per i festeggiamenti, ringrazia.
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